Canarie e Madera
... prosegue l'Itinerario Iberico
a cura del cap. d. m. Emilio Giuliano Bacigalupo
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Opinioni raccolte e suggerite quale spunto di riflessione
Energy and Civilization


Dal precedente viaggio tra le capitali Madrid e Lisbona a quello tra le isole in titolo, lontane presenze della madre patria, posizionate nell'Atlantico di fronte al Marocco. Le Canarie spaziano per 7447 km quadrati, circoscritte tra il 13° e il 18° meridiano ovest e tra il 27° ed il 29° parallelo nord: longitudine e latitudine approssimate per significare la felice posizione climatica. Ne giovano residenti e turismo, pesca ed urbanistica, in particolare flora e fauna: tanto da prendere il nome dai canarini - genere Serinus Canarius - graziosi uccelli gialli onnipresenti dal canto melodioso.
Il quadro climatico è tra quelli più bioconfortevoli del mondo: temperature annue variabili tra 17°C e 25°C, umidità media 65%, giornate serene/soleggiate/piovose orientativamente 85/200/53 (le restanti tempo misto).
Sono sette le bellezze insulari (come le nostre Eolie, vedasi l'articolo "L'arcipelago Y"): La Palma, Hierro, Gomera e Tenerife, capoluogo; proseguendo verso est Gran Canaria, capoluogo Fuerteventura, Lanzarote (e le minuscole Graciosa e Allegranza).
Descriviamo quanto abbiamo visto - augurandoci in futuro il resto - con sede a Puerto de la Cruz a circa 40 km da Santa Cruz de Tenerife: città importante ma prevalentemente portuale, industriale ed amministrativa.
Molte le attrattive di Puerto, iniziando dall'acquario variamente affollato e colorato, alle piacevoli piscine d'acqua di mare realizzate con il nome Martianez dall'architetto Cesar Manrique. A fianco rumoreggia l'oceano con onde spumeggianti tra molti scogli, neri a conferma dell'origine vulcanica dell'isola. Visitiamo in centro la chiesa della Virgen de Pena, statue di Madonne sontuosamente vestite di fronte ad un Cristo in una postura curiosamente pensante.
Una passeggiata lungomare mostra altre caratteristiche locali: il municipio, il borgo dei pescatori, la spiaggia di San Telmo; sovrasta l'abitato il grande Teatro-Casinò. Un trenino ci porta a conoscere il Loro Parco, celebre per le gradevoli tipologie di papagalli e di altri variopinti volatili. Una piscina attrezzata offre agli spettatori simpatiche evoluzioni di foche e delfini sotto la regia di vari istruttori. Completiamo la gita con l'apprezzamento del giardino di Orotava, poi conosciamo il resto insulare in bus: ci fermiamo a Icos de los Vinos per ammirare la Dracena, maestosa pianta millenaria. Il tragitto è un saliscendi tra coste rocciose e folte foreste sino alla fiorita valle di Masca per poi raggiungere l'altopiano di Canadas, arido e lunare: siamo ai piedi del Teide che con 3716 metri risulta il punto più alto della Spagna. Rinunciamo alla salita per la troppa coda di attesa della funivia, ma vedremo la maestosa visione del monte innevato dalla vicina Gomera. Questa è un'isola relativamente piccola, ma storicamente importante: qui nel capoluogo San Sebastian soggiornò, ospite onorato del Governatore e famiglia, con cui partecipò alla messa nella chiesetta dell'Assunzione, Cristoforo Colombo; in attesa di completare il rifornimento di acqua e viveri le tre caravelle prima di salpare, sospinto dai venti Alisei, per il nuovo mondo.
Questa isola è buona parte Parco Garajoney, vi si coltiva l'insolito cereale chiamato goffio da cui una farina e gustosa polenta.
Un altro giorno da ricordare con un'ora di volo: sorvoliamo Fuerteventura - molto estesa e accogliente del turismo da spiaggia - ed atterriamo a Lanzarote, magnifica eruzione vulcanica plasmata nei tempi antichi.
Attraversiamo il capoluogo Arrecife e l'esperienza iniziale è il percorso attraverso il Parco nazionale di Timanfaya, capolavoro della natura con picchi e colate di lava frastagliata: un bus sull'unica pista asfaltata ci immerge in uno scenario suggestivo sino all'Islote de Hilario ove un ristorante cucina con il calore ad alta temperatura emanato pochi metri sotto il suolo. Segue l'originalità di una escursione dei turisti a coppie sulla doppia sella di dromedari guidati a mano su pianori e dune lavici.







Puerto de la Cruz:
Chiesa della Virgen de Pena

Tenerife:
il Monte Teide, 3716 m

Gomera:
chiesetta dell'Assunzione


Saliamo sulla costa settentrionale al Mirador del Rio, balcone roccioso con vista dell'isoletta Graciosa ed il suo porto dei pescatori. Riscendiamo verso sud ed ecco un'altra piacevole sorpresa: Los Jameos de l'Agua, aggraziati cammei originati dall'eruzione di vulcani oceanici.
La natura ha disegnato un vasto spazio interno con una volta punteggiata di corrugazioni "anecoiche" in cui si frenano le onde sonore perfezionando l'acustica dei concerti, manifestazioni partecipate da cantanti e musicisti internazionali. Tutt'intorno un'esplosione di fiori e palme arredano piccole piscine ed un laghetto sotterraneo: l'ambiente è stato valorizzato dalla maestria del citato artista Manrique con questa Cueva de los Vertes.
Lanzarote deriva dal nome di Lancellotto Maloncello, navigatore genovese che nel 1336 scoprì l'arcipelago Canario, cedendolo poi alla corona dei reali spagnoli.
Una navigazione verso nord di 270 miglia marine (circa 500 km) ed ecco Madera dalla rigogliosa foresta montuosa - in portoghese Madeira significa legno - a fianco qualche isola minore, Porto Santo quella abitata: totale 794 km quadrati. Capoluogo è Funchal, graziosa cittadina arroccata sul versante sud del monte Ruivo, 1861 metri: vicino al porto il centro con la cattedrale e nella piazza la statua del Papa Giovanni Paolo II. Il giro turistico classico è un quadrangolare: il primo tratto costeggia l'oceano sino a Camara de Logos, sale a Capo Girao (600 metri scoscesi), supera il passo dell'Encumeada e scende sulla costa settentrionale a Sao Vincente; poi risale a Santana superando la dorsale montuosa e calando su Funchal. Strada stretta e tortuosa tra rocce e boschi: un'emozione acuita dalla velocità dell'automezzo, ma la sorpresa ultima, ovviamente non obbligatoria, è il percorso finale nell'abitato, sino al centro del capoluogo, su ceste biposto spinte a mano e poi frenate con cavi da due "specialisti del rischio" in una ripida discesa tra ville e villini. Sono i Carrillos de Cestos: indimenticabili, anzi da dimenticare!
Madeira era già nota ai Fenici: venne poi scoperta dai Genovesi, ma nel 1419 fu conquistata dai Portoghesi.
Genova arriva prima, poi però...







Lanzarote:
Parco di Timanfaya

Lanzarote:
Cammei dell'Acqua

Madera:
discesa su Funchal


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"Canarie e Madera" all rights reserved - 14 febbraio 2013
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